Sillabe

Sillabe

Deuterio

10. Cronache metriche del dopo

Avatar di Elena Tosato
Elena Tosato
lug 07, 2026
∙ A pagamento

Decimo racconto di scienza e fantascienza in endecasillabi per le Cronache metriche del dopo, rubrica di Sillabe per abbonati che esce il primo martedì di ogni mese. L’idea attorno a cui si sviluppano gli endecasillabi in prosa di questo racconto è: che cosa succederebbe se, nell’universo, l’isotopo predominante dell’idrogeno fosse il deuterio?

Buona lettura!

Sillabe si regge sui suoi lettori. Per sostenere il progetto (e per leggere tutto il racconto, e tutti i racconti precedenti e futuri) puoi valutare un abbonamento.

Deuterio

“Cento miliardi d’anni prima d’ora quest’universo nacque, in mezzo ad altri, come una bolla cosmica fra tante. Si sviluppò, da quell’attimo puro, nel modo che noi tutti conosciamo…”

Il professore, in piedi alla lavagna, intanto disegnava dei diagrammi coi quali degnamente supportava la spiegazione che aveva intrapreso. Da quanto tempo oramai seguitava a raccontare la stessa lezione? “Quest’universo è fatto di elementi che si raccolgono, in ordine dato, su di una tavola chimica e fisica che tiene conto delle proprietà che il numero totale d’elettroni, e di protoni presenti nel nucleo, fornisce ai vari aspetti di natura. Vedete? Qui, quassù sulla sinistra, il primo, quello ch’è detto più semplice: che si compone di un solo elettrone, e di un protone e quindi di un neutrone. Di questa base minima e primaria s’è poi composto, per somma e fusione, dentro la vita di polveri e stelle ciascun degli elementi fino al ferro; e poi s’è andati avanti in altri modi.”

Fece una pausa, guardando la classe. “Chi tra di voi adesso mi sa dire il corso dell’intera nucleosintesi?”

Finita la lezione, il professore tornò rimuginando nell’ufficio che divideva, per agio di spesa, con una sua collega molto dotta. E gli piaceva, invero, questa donna: non era solo colta e raffinata, ma aveva, come lui, la propensione a liberar la mente in congetture ai margini non detti d’eresia. Ed era un gran vantaggio condividere la stanza, e i pomeriggi, e le domande; giacché tirare fuori in altra sede quei dubbi, quei sospetti e quegli incanti sarebbe stato un rischio troppo grande, passibile d’arresto o di censura. Così succede, andava sospirando, quando la scienza s’è data soggetta ai vezzi e all’esigenze dottrinali di chi ne paga il conto e gli stipendi, e deve pur rispondere a dei dogmi di religioni irascibili e chiuse.

Il suo tormento antico e principale era riguardo a quel primo elemento. Eccolo lì, un protone e un neutrone, numero atomico uno, e poi via; e poco più del settanta per cento dell’universo fin lì conosciuto era composto di copie precise di questo primo atomo di base. Eppure i calcoli, ceto corretti, assieme a questa possibilità avevano previsto un elemento uguale per quant’è la parte chimica, ma senza quel neutrone a dargli peso: costituito pertanto da un solo protone a far da nucleo, e all’intorno la nube cieca e sfocata e rotonda d’un elettrone anch’esso solitario. Quest’elemento privo di neutrone avrebbe pure potuto formarsi. Anzi, dicevano i calcoli noti, la probabilità dell’esistenza, almeno in epoche molto lontane, era davvero troppo, troppo alta per non stimarla degna di realtà. Al tempo del Big Bang si liberarono protoni in grande numero, incapaci ciascuno di trovare il suo neutrone. Dovrebbe esistere, quindi, una parte intera d’universo, e consistente, composta d’elementi in cui da solo ogni protone riesce a far da nucleo. Metà del peso del primo elemento a cui abbiamo dato nome di deuterio, su cui abbiam fondato religioni, su cui s’intende la sorte divina, e il nome stesso, binario, di Dio.

Dov’è finito poi quest’elemento? Si può trovarne almeno una frazione? Dovremmo forse cercarlo e vedere se, come dice il modello teorico (tacciato d’essere, infatti, blasfemo), quest’elemento è stabile, o decade?

Tali domande irrisolte e maligne da tempo tormentavano il suo spirito, e un qualche lenimento gli veniva dal poter farne menzione discreta con la sua dotta compagna d’ufficio.

Fortuna volle che proprio quel giorno la sua collega dunque lo aspettasse fremendo per avere ricevuto notizie clandestine clamorose.

Avatar di User

Continua a leggere questo Post gratuitamente, offerto da Elena Tosato.

Oppure acquista un abbonamento a pagamento.
© 2026 Elena Tosato · Privacy ∙ Condizioni ∙ Notifica di raccolta
Crea il tuo SubstackScarica l'app
Substack è la casa della grande cultura